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Traduzioni di Natale Marzari

Dopo 41 anni e 5 mesi, nel maggio 2006 la magistratura di Trento ha riconosciuto l'esistenza e la gravità di quella malattia rara che nessuna altra istituzione o persona singola della provincia di Trento ancora mi riconosce, e per negare la quale mi perseguita. Natale Marzari
#256000 Esami genetici
SINDROME DI LEIGH; LS

Altre denominazioni e acronimi

ENCEFALOPATIA NECROTIZZANTE, INFANTILE SUBACUTA, DI LEIGH; SNE
SINDROME DI LEIGH DOVUTA A CARENZA DEL COMPLESSO I  MITOCONDRIALE, COMPRESA
SINDROME DI LEIGH DOVUTA A CARENZA DEL COMPLESSO II MITOCONDRIALE, COMPRESA
SINDROME DI LEIGH DOVUTA A CARENZA DEL COMPLESSO III MITOCONDRIALE, COMPRESA
SINDROME DI LEIGH DOVUTA A CARENZA DEL COMPLESSO IV MITOCONDRIALE , COMPRESA
SINDROME DI LEIGH DOVUTA A CARENZA DEL COMPLESSO V MITOCONDRIALE, COMPRESA

Loci della mappa genica 19p13, 11q13, 11q13, 11p11.11, 10q24, 9q34, 7q31-q32, 5q11.1, 5p15, 2q33

TESTO

Il numero di questa scheda è preceduto dal segno (#) per indicare la grande eterogeneità genetica nella sindrome di Leigh. Sono state identificate mutazioni in entrambi i tipi di geni nucleari e mitocondriali coinvolti nel metabolismo energetico, includendo i complessi I, II, III, IV, e V della catena respiratoria mitocondriale, i quali sono coinvolti nella fosforilazione ossidativa e la generazione di ATP, ed i componenti del complesso della piruvato deidrogenasi. 30 PubMed Neighbors

Le mutazioni nei geni del complesso I includono MTND2 (516001), MTND3 (516002), MTND5 (516005), e MTND6 (516006) codificati dai mitocondri, e NDUFV1 (161015), NDUFS1 (157655), NDUFS3 (603846), NDUFS4 (602694), NDUFS7 (601825), e NDUFS8 (602141) codificati dal nucleo.

E' stata trovata una mutazione in un gene del complesso II: la flavoproteina subunità A (SDHA; 600857).

E' stata trovata una mutazione in un gene del complesso III: BCS1L (603647), la quale è coinvolta nell'assemblaggio del complesso III.

Le mutazioni nei geni del complesso IV includono MTCO3 (516050) codificato dai mitocondri e COX10 (602125), COX15 (603646), SCO2 (604272), e SURF1 (185620) codificati dal nucleo, i quali sono coinvolti nell'assemblaggio del complesso IV.

E' stata trovata una mutazione in un gene del complesso V: MTATP6 codificato dai mitocondri  (516060).

In pazienti con la sindrome di Leigh sono state anche identificate mutazioni nei geni codificanti proteine del tRNA mitocondriale: vedere MTTV (590105), MTTK (590060), MTTW (590095), e MTTL1 (590050).

La sindrome di Leigh può anche essere causata da mutazioni nei componenti del complesso della piruvato deidrogenasi (per es., DLD, 238331 e PDHA1, 300502; vedere la sindrome di Leigh collegata a X, 308930).

La sindrome di Leigh di tipo franco-canadese (o Saguenay-Lac Saint Jean) con carenza di COX (LSFC; 220111) è causata da una mutazione nel gene LRPPRC (607544).

La carenza del coenzima Q10 (607426) può presentarsi come sindrome di Leigh.

DESCRIZIONE

La sindrome di Leigh è una malattia neurodegenerativa progressiva ad insorgenza precoce con una caratteristica neuropatologia consistente in lesioni bilaterali focali, in una o più aree del sistema nervoso centrale, includendo il tronco cerebrale, il talamo, i gangli basali, il cerebello, ed il midollo spinale. Le lesioni sono aree di demielinazione, gliosi, necrosi, spongiosi, o di proliferazione dei capillari. I sintomi clinici dipendono da quali aree del sistema nervoso centrale sono coinvolte. La più comune causa indicata è un difetto nella fosforilazione ossidativa (Dahl, 1998). 30 PubMed Neighbors

La sindrome di Leigh può essere la conseguenza di una carenza di uno dei complessi della catena respiratoria mitocondriale : carenza del complesso I (252010), carenza del complesso II (252011), carenza del complesso III (124000), carenza del complesso IV (citocromo c ossidasi; 220110), o carenza del complesso V (604273).

CARATTERISTICHE CLINICHE

Questa malattia venne descritta per la prima volta da Leigh (1951) in un paziente con foci di necrosi e proliferazione dei capillari nel tronco cerebrale. Feigin e Wolf (1954) osservarono un fratello ed una sorella colpiti nati da un accoppiamento consanguineo. A causa della similarità con la encefalopatia di Wernicke (277730), essi suggerirono che fosse presente un difetto genetico collegato in qualche modo alla tiamina  (vedi STORIA).Ford (1960) riportava di un fratello ed una sorella colpiti, e Clark (1964) disegnò l'istiopatologia di uno di loro. I principali ritrovamenti biochimici erano alti piruvato e lattato nel sangue e livelli del glucosio leggermente bassi nel sangue e nel liquido cerebrospinale. Hommes ed altri (1968), i quali studiarono una famiglia con 3 fratelli e sorelle colpiti, trovarono assenza di piruvato carbossilasi nel fegato e conclusero che la gliconeogenesi era danneggiata. Clayton ed altri (1967) dimostrarono i benefici terapeutici dell'acido lipoico. Montpetit ed altri (1971) misero in evidenza le similarità nella distribuzione e istologia delle lesioni della SNE a quelle della malattia di Wernicke. Essi elencarono le concomitanze dei fratelli e sorelle colpiti e dei genitori consanguinei. Kohlschutter ed altri (1978) riportarono di 2 sorelle ed un fratello nati da genitori consanguinei. 30 PubMed Neighbors

Gordon ed altri (1974) notarono che poiché l'ossidazione del piruvato è dipendente da un complesso multienzimico (il complesso della piruvato deidrogenasi), è probabile che la carenza di un certo numero di apoenzimi e coenzimi  possa portare a questa malattia. Mentre Kustermann-Kuhn ed altri (1984) avevano trovato che l'attività del complesso della piruvato deidrogenasi non era carente nelle autopsie del cervello di 3 casi di malattia di Leigh, Kretzschmar ed altri (1987) riportarono di un paziente con ben documentata carenza clinica e biochimica del complesso della piruvato deidrogenasi alla cui esaminazione postmortem venne trovato avere le specifiche alterazioni patologiche nel CNS della malattia di Leigh. 30 PubMed Neighbors

Gilbert ed altri (1983) riportarono di un infante con carenza di piruvato carbossilasi (266150). Gli studi patologici mostrarono estese aree necrotiche nel cervello, che gli autori considerarono essere coerenti con la malattia di Leigh.

Rutledge ed altri (1981) misero in evidenza che la cardiomiopatia ipertrofica è una caratteristica associata frequentemente. Dei 12 casi di autopsia, 7 (includendo un paio di fratelli e sorelle) avevano cardiomiopatia ipertrofica, e 4 di questi avevano ipertrofia settale asimmetrica. Gli autori suggerirono che questa caratteristica potesse essere utile nella diagnosi premortem. 30 PubMed Neighbors

Van Erven ed altri (1987) riportarono di 1 fratello e 3 sorelle di genitori non imparentati che gli autori ritennero avessero una forma giovanile autosomica recessiva della sindrome di Leigh. Essi non ritrovarono anormalità nel metabolismo del piruvato nelle urine e nel siero, ma tutti pazienti avevano marcati aumenti delle concentrazioni di piruvato e lattato nel CSF. Sebbene i fratelli e sorelle colpiti vissero fino all'età adulta, essi erano gravemente colpiti e 1 di loro morì all'età di 17 anni. La madre ebbe l'insorgenza di segni e sintomi neurologici all'età di 56 anni. Gli autori suggerirono un difetto ristretto al cervello. 30 PubMed Neighbors

Van Maldergem ed altri (2002) riportarono di 2 sorelle con dismorfismo facciale che avevano ipotonia assiale e crescita insufficiente nell'infanzia. Altre caratteristiche fenotipiche comprendevano il ritardo mentale, una anormale andatura, spasticità, iperriflessia, atrofia muscolare, acido lattico elevato, e ipersegnali nei caudato e putamen in una paziente. Ad entrambe venne fatta la diagnosi della sindrome di Leigh. L'integrazione con il coenzima Q10 (CoQ10) portò ad un marcato miglioramento clinico. Ricerche rivelarono una marcata diminuzione dei livelli di CoQ10 muscolari: del 5% in una sorella prima del trattamento e 60% nell'altra durante il trattamento. I linfoblasti di entrambe le sorelle mostravano una riduzione del 50% del CoQ10. Van Maldergem ed altri (2002) suggerirono che la carenza di CoQ10 (607426) può presentarsi come sindrome di Leigh. 30 PubMed Neighbors

Sindrome di Leigh dovuta a carenza del complesso IV

Willems ed altri (1977) descrissero la carenza di complesso IV, citocromo c ossidasi, nei muscoli di un bambino che morì all'età di 6 anni della sindrome di Leigh. Il paziente aveva livelli marcatamente più alti di piruvato e lattato nel CSF comparato con il sangue. Miyabayashi ed altri (1983) riportarono di 2 fratelli con carenza di citocromo c ossidasi la quale era dimostrata non solo nelle biopsie dei muscoli scheletrici ma anche nel fegato, nel cervello, e nelle culture di fibroblasti. Uno dei fratelli stava bene fino all'età di 5 anni quando iniziarono nistagmo ed incoordinazione. A 8 anni venne ospedalizzato a causa delle difficoltà a camminare e di atassia troncale scatenata dalla rosolia. Lui aveva un moderato innalzamento del lattato nel sangue dopo lieve esercizio e la biopsia muscolare mostrò istochimicamente una attività marcatamente bassa della citocromo c ossidasi. Il secondo fratello si sviluppò normalmente fino ai 10 mesi quando apparvero disfagia, ipotonia muscolare e movimenti anormali degli occhi ed andò peggiorando progressivamente. Morì per arresto respiratorio 6 mesi dopo. L'autopsia mostrò le alterazioni morfologiche della encefalomielopatia di Leigh. 30 PubMed Neighbors

Glerum ed altri (1987) riportarono di un infante con ritardo dello sviluppo, ipotonia, nistagmo, pallore del disco ottico, ed acidosi metabolica episodica. La scansione CT al cervello mostrava ipodensità dei gangli basali ed atrofia cerebrale. I livelli ematici di lattato e piruvato erano aumentati. La malattia seguì un decorso progressivo, ed il paziente morì a 3 anni e mezzo di età. Gli studi biochimici mostrarono un complesso della citocromo ossidasi cineticamente anormale. Gli autori ipotizzarono che la ridotta produzione di ATP e la cronica acidosi intracellulare possano avere contribuito alla patologia osservata nelle aree ossidative del gangli basali e del tronco cerebrale in questo paziente. 30 PubMed Neighbors

In una figlia di 4 anni di genitori mauriziani consanguinei, Ogier ed altri (1988) descrissero una grave carenza muscolare della citocromo c ossidasi senza chiari sintomi clinici di anormalità muscolari. La bambina aveva la sindrome renale di Toni-Fanconi-Debre e deteriorazioni neurologiche acute somigliante alla sindrome di Leigh. Gli studi metabolici mostrarono valori elevati del lattato nel liquido cerebrospinale contrastanti con il normale lattato nel sangue, e alto rapporto 3-idrossibutirato/acetoacetato con normale rapporto lattato/piruvato. 30 PubMed Neighbors

GENETICA MOLECOLARE

DiMauro e De Vivo (1996) rividero l'eterogeneità genetica della sindrome di Leigh e notarono che dei difetti erano stati descritti ripetutamente in associazione con la sindrome di Leigh, includendo mutazioni in PDHA1, mutazioni nel gene mitocondriale MTATP6, e difetti nel complesso IV. Pertanto, ci sono almeno 3 maggiori cause della sindrome di Leigh, ogniuna trasmessa con una modalità di ereditarietà differente: recessiva collegata a X, mitocondriale, e autosomica recessiva. 30 PubMed Neighbors

Rahman ed altri (1996) investigarono la sindrome di Leigh in 67 casi australiani di 56 linea ereditaria, 35 con una diagnosi ferma e 32 con alcune caratteristiche atipiche. Difetti biochimici o del DNA furono determinati in entrambi gruppi: nell'80% del gruppo fermamente definito e 41% del gruppo 'simil-Leigh' . A 29 pazienti vennero trovati difetti enzimatici: a 13 nel complesso I della catena respiratoria, a 9 nel complesso IV, ed a 7 nel complesso della piruvato deidrogenasi (PDHC). La carenza del complesso I (vedi 252010) era la più comune riconosciuta fino a quel momento. Undici pazienti avevano mutazioni mitocondriali, includendo mutazioni puntiformi nel gene MTATP6 (per es., 516060.0001), una mutazione nel gene mitocondriale codificante  per RNA di trasferimento per la lisina (MTTK) (590060.0001), che è comune nella sindrome MERRF (545000), ed una delezione mitocondriale. In 6 dei 7 pazienti con  deficit di PDHC, vennero identificate mutazioni nella subunità E1-alfa del PDHC (PDHA1 collegata a X; 300502). Rahman ed altri (1996) non trovarono una forte correlazione fra le caratteristiche cliniche ed i difetti alla base. La consanguineità dei genitori suggerì una ereditarietà autosomica recessiva in un fratello e sorella con carenza del complesso IV. Una assunzione di ereditarietà autosomica recessiva si sarebbe dimostrata sbagliata per quasi la metà di quelli nei quali una causa venne trovata: 11 di 28 casi fermamente definiti e 18 dei 41 pazienti totali. L'esperienza illustrò che uno specifico difetto dovrebbe essere identificato se si vuole fornire un consiglio genetico affidabile. 30 PubMed Neighbors

Morris ed altri (1996) rividero le caratteristiche cliniche e biochimiche causa della malattia di Leigh in 66 pazienti di 60 linea ereditaria. Vennero identificati difetti biochimici o molecolari nel 50% dei linea ereditaria, e nel 74% dei 19 linea ereditaria con la malattia di Leigh confermata patologicamente. Le mutazioni nel gene MTATP6 (516060.0001) vennero trovate in solo 2 pazienti. Non vennero trovate correlazioni fra le caratteristiche cliniche ed eziologie. Non vennero identificati difetti negli 8 pazienti con normali concentrazioni del lattato nel liquido cerebrospinale. 30 PubMed Neighbors

In un paziente con carenza di E3 (238331) il quale successivamente sviluppò le caratteristiche della sindrome di Leigh, Grafakou ed altri (2003) identificarono una eterozigosi composta per le mutazioni nel gene DLD (238331.0007 e 238331.0008).

In una revisione dei meccanismi delle malattie della catena respiratoria mitocondriale, DiMauro e Schon (2003) diagrammarono i difetti provocati da mutazioni nei complessi I, II, III, IV, e V, tutti i quali avevano la sindrome di Leigh come una delle loro conseguenze patologiche.

Sindrome di Leigh dovuta a carenza del complesso I

Morris ed altri (1996) descrissero la carenza del complesso I (252010) come una importante causa della sindrome di Leigh. Identificata in 7 su 25 pazienti, essa era la seconda maggior comune anormalità biochimica dopo la carenza del complesso IV.

Loeffen ed altri (1998) descrissero le prime mutazioni in un componente codificato dal nucleo del complesso I della catena respiratoria, NDUFS8 (602141.0001 e 602141.0002), in un paziente con la sindrome di Leigh che morì all'età di 11 settimane. In 2 fratelli con la sindrome di Leigh confermata postmortem, Smeitink e van den Heuvel (1999) identificarono una mutazione nel gene nucleare NDUFS7 (601825.0001), il quale codifica una subunità del complesso I. Un probando presentava problemi di alimentazione, disartria, e atassia all'età di 26 mesi; l'altro presentava vomito a 11 mesi. Il decorso era progressivo, specialmente dopo infezione. La concentrazione di acido lattico era normale nel sangue, urine, e liquido cerebrospinale (leggermente aumentata nel liquido cerebrospinale). L'imaging a risonanza magnetica mostrava ipodensità simmetrica in entrambi i fratelli, che morirono a 3 anni e mezzo e 5 anni, rispettivamente. 30 PubMed Neighbors

In 2 fratelli con evidenze biochimiche della sindrome di Leigh, Schuelke ed altri (1999) identificarono eterozigosi composta per mutazioni in una subunità del complesso I codificata dal DNA nucleare, il gene NDUFV1 (161015.0001 e 161015.0002).

In un paziente con carenza del complesso I provocante la sindrome di Leigh, Petruzzella ed altri (2001) identificarono una mutazione omozigote nel gene NDUFS4 (602694.0004), una subunità del complesso I codificata dal DNA nucleare. Dopo la nascita, la bambina mostrava crescita insufficiente, ritardo psicomotorio, ipotonia, attacchi epilettici, acidosi lattica, cardiomiopatia, e lesioni dei gangli basali agli ultrasuoni. Morì a 7 mesi per insufficienza respiratoria. 30 PubMed Neighbors

Taylor ed altri (2002) riportarono di una mutazione missenso eteroplasmica nella subunità-5 del complesso I respiratorio codificato dal mtDNA (516005.0003) in un paziente il quale morì per la sindrome di Leigh e carenza del complesso I all'età di 24 anni. Non c'era una storia familiare.

Sudo ed altri (2004) identificarono una mutazione asp393-con-asn nel gene MTND5 (D393N; 516005.0007) in 6 di 84 (7%) pazienti giapponesi con la sindrome di Leigh. Le proporzioni di mtDNA mutante nei muscoli erano relativamente basse (da 42 al 70%). Ptosi e anormalità nella conduzione cardiaca vennero riscontrate frequentemente (83%). Sudo ed altri (2004) suggerirono che questa mutazione fosse una frequente causa della sindrome di Leigh e che pazienti con questa mutazione possano avere un decorso clinico caratteristico. 30 PubMed Neighbors

In un infante con la sindrome di Leigh, Ugalde ed altri (2003) identificarono una mutazione missenso eteroplasmica nel gene MTND6 (516006.0007). Il paziente presentava attacchi epilettici tonico-clonici a 4 mesi di età, e successivamente venne trovato avere ritardo motorio, ipotonia, sordità, segni del tratto piramidale ed extrapiramidale, ed eventi episodici del tronco cerebrale con palsie oculomotorie, strabismo, e apnee ricorrenti. Gli studi di laboratorio mostrarono acidemia lattica e lesioni dei gangli basali. Lui morì all'età di 7 mesi. 30 PubMed Neighbors

In un paziente con la sindrome di Leigh, Benit ed altri (2004) identificarono eterozigosi composta per mutazioni nel gene NDUFS3 (603846.0001-603846.0002).

In un paziente con la sindrome di Leigh, Hinttala ed altri (2006) identificarono una mutazione missenso eteroplasmica nel gene MTND2 (516001.0006). Il paziente aveva encefalomiopatia progressiva e morì per insufficienza respiratoria all'età di 10 anni.

Sindrome di Leigh dovuta a carenza del complesso II

In un fratello e sorella con carenza del complesso II (252011) che si presentavano come sindrome di Leigh e che erano nati da primi cugini, Bourgeron ed altri (1995) identificarono omozigosi per una mutazione nel gene SDHA (600857.0001), la quale codifica la flavoproteina subunità del complesso II. Gli autori notarono che questa era la prima mutazione riportata in un gene nucleare causante una carenza nella catena respiratoria mitocondriale in esseri umani. 30 PubMed Neighbors

Sindrome di Leigh dovuta a carenza del complesso III

In 2 pazienti non imparentati con carenza del complesso III (124000) nati da genitori non imparentati, de Lonlay ed altri (2001) identificarono la stessa mutazione omozigote nel gene BCS1L (603647.0002), un gene nucleare che codifica una proteina coinvolta nell'assemblaggio del complesso III. I pazienti avevano acidosi metabolica, coinvolgimento epatico, deterioramento neurologico, e del tronco cerebrale e lesioni dei gangli basali coerente con una diagnosi della sindrome di Leigh. Un paziente aveva inoltre modalità di ventilazione anormali e tubulopatia renale prossimale. I pazienti morino rispettivamente a 6 mesi ed a 2 anni di età. 30 PubMed Neighbors

Sindrome di Leigh dovuta a carenza del complesso IV (citocromo c ossidasi)

Miranda ed altri (1989) descrissero un metodo ingegnoso per la distinzione fra mutazioni mitocondriali e nucleari responsabili della carenza di COX provocante la sindrome di Leigh: un sistema di fusione cellulare con prolungata coltivazione degli ibridi permise la perdita preferenziale del DNA mitocondriale dalle cellule di un genitore con la dimostrazione che il difetto COX veniva corretto dal DNA nucleare delle cellule di questo genitore. 30 PubMed Neighbors

Tiranti ed altri (1995) generarono 2 linee di cibridi transmitocondriali. La prima venne ottenuta fondendo citoblasti privi di DNA nucleare derivati da fibroblasti normali con fibroblasti privi di DNA mitocondriale, per es., rho(0), fibroblasti trasformati derivati da un paziente con la sindrome di Leigh da carenza di COX. La seconda linea cibrida venne ottenuta fondendo cellule rho(0) derivati da una linea di cellule di osteosarcoma umano, con citoplasti derivati dallo stesso paziente. La prima linea cibrida mostrava uno specifico fenotipo e grave carenza di COX, mentre nella seconda tutti i complessi della catena respiratoria, erano normali, incluso il COX. Questi risultati suggerirono agli autori che il difetto COX nel paziente era dovuto ad una mutazione in un gene nucleare. 30 PubMed Neighbors

Come ricaduta degli studi di Tiranti ed altri (1995), Munaro ed altri (1997) condussero studi dimostranti che un fenotipo COX+ poteva essere ristabilito in ibridi ottenuti fondendo fibroblasti COX- trasformati di altri 7 ulteriori pazienti con la sindrome di Leigh con cellule mancanti dei mitocondri. Questo risultato, simile a quello di Tiranti ed altri (1995), veniva spiegato con la presenza di una mutazione in un gene nucleare. In un secondo ciclo di esperimenti, ideato per dimostrare se la sindrome di Leigh da COX- sia dovuta ad un difetto nello stesso gene o in geni differenti, Munaro ed altri (1997) provarono numerosi ibridi derivati fondendo l'originale linea di cellule COX- con ognuna delle altre 7 linee cellulari. L'attività COX veniva esaminata in situ con tecniche istochimiche ed in estratti cellulari con l'analisi spettrofotometrica. Non vennero trovati COX complementari lungo le line ibride risultanti. Questo risultato dimostrava che tutti gli 8 casi erano geneticamente omogenei, e suggerì agli autori che un maggior loco nucleare della malattia è associato con numerosi, forse la maggior parte, del casi della sindrome di Leigh infantile da COX-. 30 PubMed Neighbors

Degli 8 pazienti le cui cellule erano state studiate da Munaro ed altri (1997), 6 condivisero una apparentemente identica, encefalopatia rapidamente progressiva, caratterizzata da precoce insorgenza, ipotonia generalizzata con vivaci riflessi tendinei, atassia troncale, anormalità motorie oculari includendo saccadi lente, oftalmoparesi o irregolarità nei movimenti complessi degli occhi, anormalità 'centrali' della ventilazione includendo episodi di apnea e di irregolare ipernea, ed una rapidamente progressiva regressione psicomotoria portante a morte per insufficienza ventilatoria centrale. Alcune delle cellule erano di pazienti con fratelli e sorelle affetti. In tutti i pazienti, le scansioni CT o La MRI rivelò la presenza di lesioni simmetriche diffuse dai gangli basali al tronco cerebrale, includendo il cerebello. In 1 caso, l'esame necroscopico mostrava lesioni necrotiche associate con proliferazione gliale e vascolare, come tipicamente descritto nella encefalomielopatia necrotizzante subacuta. In 2 dei pazienti le caratteristiche cliniche vennero considerate atipiche come descritto da Angelini ed altri (1986). Un paziente mostrava successivamente insorgenza, di segni in modo predominante miopatici, assenza di anormalità 'centrali' della ventilazione, nessun segno di neuropatia periferica, e lievi o nessuna anormalità dei movimenti degli occhi. In tutti 8 i pazienti, l'acido lattico era elevato nel sangue e nelle urine e l'esaminazione della biopsia muscolare mostrò una grave diminuzione nella reazione istochimica alla COX. Le fibre rosse sfilacciate erano sostanzialmente assenti, mentre l'accumulo lipidico era una distinta caratteristica delle biopsie muscolari dei 2 pazienti atipici. In un paziente con la sindrome di Leigh e carenza di citocromo c ossidasi, Adams ed altri (1997) non identificarono mutazioni patogeniche in nessuna delle 13 subunità strutturali del complesso COX, includendo le 10 codificate dal nucleo e le 3 geni codificati dai mitocondri. 30 PubMed Neighbors

Usando il trasferimento di cromosimi mediato da microcellule e un approccio di complementazione funzionale alla carenza di COX in linee cellulari di pazienti con LS, Zhu ed altri (1998) mapparono il difetto genetico in questi pazienti in una  regione di 4.5-cM del cromosoma 9q34. Le analisi sequenziali identificarono le mutazioni eterozigote composte nel gene SURF1 codificato dal nucleo (vedi, per es., 185620.0001), un gene domestico. Gli autori suggerirono che SURF1 avesse un ruolo nell'assemblaggio o nel mantenimento di un complesso COX attivo. Usando il campionamento di complementazione funzionale basato su studi di fusione cellulare, Tiranti ed altri (1998) identificarono 8 mutazioni omozigote o eterozigote composte nel gene SURF1 in 9 famiglie con LS (vedi, per es., 185620.0006). 30 PubMed Neighbors

In 18 di 24 (75%) pazienti LS con carenza di COX, Tiranti ed altri (1999) identificarono mutazioni nel gene SURF1. Vennero trovate un totale di 13 mutazioni differenti, includendo frameshift, nonsenso, e mutazioni nel sito di splicing, le quali erano state previste come perdita di funzione di una proteina. Non vennero identificate mutazioni missenso. Inoltre, non vennero trovate mutazioni SURF1 in 6 pazienti con carenza di COX classificati come 'simil-Leigh' o in 16 pazienti con carenza di COX classificati come 'non-LS.' Tiranti ed altri (1999) conclusero che le mutazioni SURF1 sono specificamente associate con la LS, e che SURF1 è il gene responsabile per la maggior parte dei casi di carenza di COX nella LS. Tiranti ed altri (1999) riportarono di gemelle monozigote che morirono per la sindrome di Leigh nel terzo anno di età. Nelle gemelle colpite  venne trovata una mutazione missenso omozigote nel gene SURF1 (185620.0006) . Questa mutazione venne trovata anche allo stato di eterozigosi nella loro madre ma ma non nel loro padre. Le analisi FISH esclusero la delezione dell'allele paterno , e le analisi dell'aplotipo usando 22 microsatelliti confermarono la disomia unigenitoriale del cromosoma 9. 30 PubMed Neighbors

Rahman ed altri (2001) descrissero una bambina di 2 anni, nata da genitori sani, bengalesi consanguinei, la quale presentava uno sviluppo insufficiente, regressione del neurosviluppo globale, e acidosi lattica. La MRI del cervello mostrava leucodistrofia con coinvolgimento del tratto corticospinale. Non c'erano le lesioni necrotiche dei gangli basali caratteristiche della sindrome di Leigh. Gli esami degli enzimi della catena respiratoria nella biopsia muscolare rivelarono una grave carenza isolata di COX. Le analisi sequenziali del gene SURF1 mostravano omozigosi per una delezione da 2 bp ai nucleotidi 790-791 (185620.0011). I genitori della paziente erano eterozigoti. Gli autori suggerirono l'esaminazione degli enzimi della catena respiratoria nei pazienti con leucodistrofia e acidosi lattica e la sequenziazione del SURF1 nei pazienti con carenza isolata di COX. In una nota concernente il rapporto di Rahman ed altri (2001), Savoiardo ed altri (2001) notarono che nella LS può essere osservata la mancanza di coinvolgimento dei gangli basali e ciò appare essere una caratteristica piuttosto frequente nei pazienti LS SURF1. 30 PubMed Neighbors

In un paziente con una 'sindrome simil-Leigh' e carenza di COX caratterizzato da anormalità neurologiche, grave acidosi lattica, e lesioni nel putamen, Tiranti ed altri (2000) identificarono una mutazione codificata dai mitocondri nel gene strutturante  la subunità III del complesso IV (MTCO3; 516050.0005). Gli studi di espressione mostrarono un assemblaggio COX difettoso. 30 PubMed Neighbors

Dahl (1998) rivide le mutazioni dei geni per gli enzimi della catena respiratoria che causano la sindrome di Leigh.

Salviati ed altri (2004) descrissero un ragazzo di 10 anni con un inusualmente lieve decorso clinico della sindrome di Leigh nel quale essi trovarono una inserzione eterozigote di 4 bp nell'esone 6 (185620.0013) associato con un comune polimorfismo (573C-G) nello stesso allele. Il paziente aveva inoltre una delezione di 10-bp ed una inserzione di 2 bp nell'esone 4 (185620.0003). Sua madre era portatrice della mutazione nell'esone 4 e suo padre era portatore della mutazione nell'esone 6. All'età di 39 mesi, il paziente non aveva lesioni MRI; a 8 anni di età, la MRI mostrava coinvolgimento del solo tronco cerebrale e cerebellare senza lesioni nei gangli basali o dei nuclei subtalamici. Salviati ed altri (2004) conclusero che lo spettro dei ritrovamenti MRI nella sindrome di Leigh è variabile e che le mutazioni SURF1 devono essere prese in considerazione nei pazienti con encefalopatia e carenza di COX persino quando i primi risultati della MRI sono negativi. Gli autori notarono che questo paziente, sempre sveglio, interattivo, e in grado di comunicare verbalmente all'età di 10, rappresenta probabilmente la più lunga sopravvivenza riportata finora. 30 PubMed Neighbors

In un paziente con la sindrome di Leigh dovuta a carenza di citocromo c ossidasi, Oquendo ed altri (2004) identificarono omozigosi per una mutazione nel gene COX15 (603646.0001).

Ostergaard ed altri (2005) riportarono di 3 pazienti non imparentati con la sindrome di Leigh dovuta alla carenza di COX causata da mutazioni nel gene SURF1. Tutti 3 i pazienti erano portatori della comune delezione di 10-bp ed una inserzione di 2 bp (185620.0003); 1 era omozigote, e gli altri erano eterozigoti composti con un'altra mutazione SURF1. Oltre alla sindrome di Leigh, tutti mostravano ipertricosi all'età di 8 mesi, 12 mesi, e 3 anni, rispettivamente. L'ipertricosi era sulla fronte ed alle estremità di 2 pazienti e sulla fronte, estremità, e tronco nel terzo paziente. Ostergaard ed altri (2005) stabilirono che 5 pazienti con mutazioni SURF1 e ipertricosi erano già stati riportati nella letteratura (vedi, per es., Moslemi ed altri, 2003; Rahman ed altri, 2001), e suggerì che ciò venisse considerato un segno clinico nei pazienti con la sindrome di Leigh causata dalla mutazione SURF1. 30 PubMed Neighbors

Sindrome di Leigh dovuta a carenza del complesso V

In una infante con la sindrome di Leigh caratterizzata da acidemia lattica, ipotonia, neurodegenerazione, e lesioni nel cervello, Tatuch ed altri (1992) identificarono una mutazione eteroplasmica (8993T-G; 516060.0001) nella subunità ATP6 (MTATP6) della ATP sintetasi (complesso V) codificata dai mitocondri. Il paziente aveva più del 95% di mtDNA anormale nei fibroblasti, cervello, reni, e fegato. In una famiglia con molteplici membri affetti, Shoffner ed altri (1992) identificarono la stessa mutazione. Nella famiglia riportata da van Erven ed altri (1987) nella quale la madre e tutti 4 i bambini erano affetti dalla sindrome di Leigh, de Vries ed altri (1993) identificarono una mutazione eteroplasmica nel gene MTATP6 (516060.0002). 30 PubMed Neighbors

STORIA

Denis Leigh era un aiuto nel Department di Neuropathology all' Institute di Psychiatry del Maudsley Hospital di Londra, quando descrisse questa malattia e la chiamò encefalomielopatia necrotizzante subacuta, o SNE (Leigh, 1951). (McHugh, 1993).

Inizialmente venne suggerito che il difetto biochimico nella sindrome di Leigh era un blocco nel metabolismo della tiamina. Cooper ed altri (1969, 1970) trovarono che i pazienti con SNE elaboravano un fattore, trovato nel sangue e nelle urine, che inibiva la sintesi della tiamina trifosfato (TTP) nei tessuti del cervello. L'enzima responsabile della sintesi della TTP è chiamato tiamina pirofosfato-adenosin trifosfato fosforil trasferasi. La TTP era completamente assente nel cervello postmortem. Essi suggerirono che una analisi per l'inibitore della sintesi della TTP poteva essere condotta nelle urine o nel sangue a scopo diagnostico. Nelle urine degli eterozigoti accertati o presunti, Murphy (1973) trovò un inibitore della sintesi della  tiamina trifosfato in vitro. Pincus ed altri (1969) avevano descritto l'inibitore in pazienti non trattati. Derivati della tiamina in terapia erano stati studiati da Pincus ed altri (1973). Dalla diretta esaminazione del liquido amniotico per l'inibitore della sintesi della TTP, Murphy ed altri (1975) suggerirono che la sindrome di Leigh potesse essere probabilmente diagnosticata prima della nascita. Plaitakis ed altri (1980) studiarono la famiglia di un paziente il quale morì all'età di 21 anni. Il paziente proveniva da una sperduta isola greca con una popolazione di 1.200 abitanti. Gli studi della famiglia mostrarono l'inibitore della adenosin trifosfato-tiamina difosfato fosforiltrasferasi in numerosi membri della famiglia e molti di questi avevano una malattia neurologica cronica compatibile con la malattia di Leigh. Numerose famiglie imparentate avevano più di 1 membro colpito ed i genitori erano dimostrabilmente consanguinei in numerosi casi. 30 PubMed Neighbors

Vedi anche

Arts ed altri (1987); David ed altri (1970); Lee ed altri (1998); Merante ed altri (1993); Mootha ed altri (2003); Richter (1957); Saudubray ed altri (1976)

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PubMed ID : 9843204

Collaboratori

Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 12 dicembre 2006
Victor A. McKusick - aggiornamento : 28 novembre 2006
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 10 marzo 2006
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 26 luglio 2004
Marla J. F. O'Neill - aggiornamento : 20 luglio 2004
Natalie E. Krasikov - aggiornamento : 29 marzo 2004
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 7 gennaio 2004
Victor A. McKusick - aggiornamento : 13 agosto 2003
Cassandra L. Kniffin - riorganizzato : 10 luglio 2003
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 9 luglio 2003
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 23 gennaio 2003
Michael B. Petersen - aggiornamento : 22 ottobre 2002
Jane Kelly - aggiornamento : 3 novembre 2000
Michael J. Wright - aggiornamento : 5 maggio 2000
Victor A. McKusick - aggiornamento : 24 febbraio 1999
Victor A. McKusick - aggiornamento : 23 febbraio 1999
Victor A. McKusick - aggiornamento : 24 novembre 1998
Victor A. McKusick - aggiornamento : 23 marzo 1998
Victor A. McKusick - aggiornamento : 10 marzo 1998

Data di inizio

Victor A. McKusick : 4 giugno 1986

Revisioni

wwang : 8 giugno 2007
wwang : 18 dicembre 2006
ckniffin : 12 dicembre 2006
alopez : 5 dicembre 2006
terry : 28 novembre 2006
wwang : 17 marzo 2006
joanna : 13 marzo 2006
ckniffin : 10 marzo 2006
joanna : 31 ottobre 2005
carol : 21 settembre 2005
ckniffin : 30 agosto 2005
ckniffin : 25 agosto 2005
alopez : 13 giugno 2005
terry : 6 aprile 2005
terry : 3 marzo 2005
ckniffin : 5 gennaio 2005
carol : 2 settembre 2004
ckniffin : 2 settembre 2004
ckniffin : 26 luglio 2004
carol : 22 luglio 2004
terry : 20 luglio 2004
ckniffin : 15 luglio 2004
ckniffin : 15 luglio 2004
ckniffin : 13 luglio 2004
tkritzer : 3 giugno 2004
ckniffin : 2 giugno 2004
tkritzer : 12 maggio 2004
carol : 1 aprile 2004
terry : 29 marzo 2004
tkritzer : 18 marzo 2004
tkritzer : 11 febbraio 2004
tkritzer : 14 gennaio 2004
ckniffin : 7 gennaio 2004
cwells : 6 novembre 2003
mgross : 13 agosto 2003
tkritzer : 21 luglio 2003
carol : 10 luglio 2003
ckniffin : 9 luglio 2003
carol : 10 febbraio 2003
tkritzer : 3 febbraio 2003
ckniffin : 23 gennaio 2003
ckniffin : 23 gennaio 2003
carol : 22 ottobre 2002
alopez : 24 gennaio 2002
alopez : 31 ottobre 2001
alopez : 4 settembre 2001
alopez : 4 giugno 2001
cwells : 25 maggio 2001
mcapotos : 27 novembre 2000
mcapotos : 20 novembre 2000
terry : 3 novembre 2000
alopez : 5 maggio 2000
alopez : 5 maggio 2000
alopez : 28 dicembre 1999
alopez : 28 dicembre 1999
carol : 7 giugno 1999
carol : 18 maggio 1999
carol : 22 marzo 1999
carol : 3 marzo 1999
alopez : 1 marzo 1999
terry : 24 febbraio 1999
carol : 24 febbraio 1999
terry : 23 febbraio 1999
carol : 28 gennaio 1999
alopez : 21 gennaio 1999
alopez : 11 dicembre 1998
alopez : 8 dicembre 1998
alopez : 30 novembre 1998
terry : 24 novembre 1998
alopez : 23 marzo 1998
terry : 19 marzo 1998
alopez : 13 marzo 1998
terry : 10 marzo 1998
davew : 19 agosto 1994
terry : 7 maggio 1994
warfield : 21 aprile 1994
mimadm : 19 aprile 1994
carol : 14 marzo 1994
carol : 14 dicembre 1993

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