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Traduzioni di Natale Marzari

Dopo 41 anni e 5 mesi, nel maggio 2006 la magistratura di Trento ha riconosciuto l'esistenza e la gravità di quella malattia rara che nessuna altra istituzione o persona singola della provincia di Trento ancora mi riconosce, e per negare la quale mi perseguita. Natale Marzari
#203450 Esami genetici
MALATTIA DI ALEXANDER
Locus della mappa genica 17q21, 11q13

TESTO

Il numero di questa scheda è preceduto dal segno (#) perché la malattia di Alexander è causata da mutazione nel gene codificante la proteina fibrillare acida della glia (GFAP; 137780). Dei 3 sottotipi della malattia di Alexander (infantile, giovanile, e adulti), tutti sono stati dimostrati essere causati da mutazioni nel gene GFAP. Le mutazioni infantili vennero trovate, per esempio, nella forma infantile da Brenner ed altri (2001), nella forma giovanile da Sawaishi ed altri (2002), e nella forma adulta da Namekawa ed altri (2002). 30 PubMed Neighbors

CARATTERISTICHE CLINICHE

Questa malattia venne descritta per la prima volta da Alexander (1949), ed è caratterizzata clinicamente dallo sviluppo di megaencefalia nell'infanzia accompagnata da spasticità e demenza progressive. Le caratteristiche sono simili a quelle della malattia di Canavan (271900).

In ordine decrescente di frequenza, le 3 forme della malattia di Alexander sono riconosciute in base all'età di insorgenza: infantile, giovanile, ed adulta. I pazienti più giovani presentano tipicamente attacchi epilettici, megaencefalia, ritardo dello sviluppo, e spasticità. Nei pazienti più vecchi,  predominano i sintomi bulbari o pseudobulbari, frequentemente accompagnati da spasticità. La malattia è progressiva, con la maggior parte dei pazienti morti entro 10 anni dell'insorgenza. Gli studi di imaging del cervello mostrano tipicamente anormalità della materia bianca cerebrale, che colpiscono preferenzialmente la regione frontale (Gorospe ed altri, 2002). 30 PubMed Neighbors

Gorospe ed altri (2002) riportarono 12 casi geneticamente confermati di malattia di Alexander. Sette dei 12 avevano insorgenza nell'infanzia (gamma da 2-18 mesi), con attacchi epilettici come segno che si presentava più comunemente, seguiti dalla crescita insufficiente e ritardato sviluppo motorio. Cinque pazienti avevano insorgenza giovanile (fra 5 e 9 anni) e presentavano una gamma variabile di sintomi andante dalla asintomaticità (2 pazienti) alla crescita insufficiente, all'insonnia eccessiva e vomito. I pazienti in entrambi gruppi mostravano megaencefalia, segni bulbari o pseudobulbari, spasticità, deficit cognitivo e ritardo dello sviluppo. Inoltre, tutti i pazienti mostravano anormalità della materia bianca diffuse e simmetriche nella regione frontale del cervello. Gorospe ed altri (2002) suggerirono che le analisi del gene GFAP venissero incluse nell'esaminazione diagnostica dei pazienti che presentanti leucoencefalopatia frontale alla MRI. 30 PubMed Neighbors

Bassuk ed altri (2003) riportarono di un infante con la malattia di Alexander il quale il primo giorno di vita presentava scarsa alimentazione, seguita da emesi e perdita di peso. Una MRI al 21o giorni di età mostrava anormalità nei segnali nei lobi frontali e gangli basali. Nei successivi 12 giorni, il paziente divenne progressivamente sonnolento e ipotonico, e sviluppò attacchi epilettici al giorno 33. La spettroscopia a risonanza magnetica (MRS) condotta a distanza di 14 dimostrava un intervallo con aumento di 2 volte nel picco lipidi/lattato sui gangli basali a destra. Nel corso di 25 giorni, il capo cresceva aumentando dal 50o al 75o percentile. Il bambino morì il 38 giorno per attacchi epilettici prolungati ed insufficienza respiratoria. Le analisi per mutazioni scoprirono una mutazione eterozigote nel gene GFAP (137780.0012). Bassuk ed altri (2003) commentarono sui numerosi aspetti inusuali del caso, includendo il rapido declino clinico, la rapida crescita del capo, e la dimostrazione del progressivo innalzamento del lattato nel cervello alla MRS. 30 PubMed Neighbors

Stumpf ed altri (2003) riportarono di una famiglia con la forma autosomica dominante adulta della malattia di Alexander. Il fenotipo clinico variava in gravità, ma il modello di evoluzione era simile in tutti i membri affetti. Sebbene i disturbi del sonno e la disautonomia, in primo luogo costipazione, fossero iniziati nella fanciullezza, le maggiori caratteristiche neurologiche iniziarono nella terza o quarta decade di età. Le caratteristiche comprendevano segni bulbari, atassia, e segni piramidali. Tutti i pazienti avevano inoltre lievi caratteristiche dismorfiche, includendo cifosi progressiva, palato arcuato, e collo corto. La MRI del più vecchio dei pazienti mostrava atrofia della medulla senza anormalità dei segnali. In tutti membri affetti venne identificata una mutazione nel gene GFAP (137780.0013). 30 PubMed Neighbors

Li ed altri (2005) riportarono le caratteristiche cliniche dettagliate di 44 pazienti con malattia di Alexander, includendo 26 con insorgenza infantile, 15 con insorgenza giovanile, e 3 con l'insorgenza in adulti. Le più comuni caratteristiche tra i pazienti con insorgenza infantile comprendevano attacchi epilettici (92%), difetti cognitivi (82%), macrocefalia (62%), segni bulbari (62%), atassia (58%), e spasticità (52%). Il fenotipo dei casi ad insorgenza nell'età adulta e giovanile era meno grave. Le caratteristiche dei pazienti ad insorgenza giovanile comprendevano segni bulbari (73%), difetti cognitivi (60%), spasticità (53%), atassia (47%), attacchi epilettici (27%), e macrocefalia (20%). Nessuno dei pazienti con l'insorgenza in età adulta aveva macrocefalia, attacchi epilettici, o difetti cognitivi. C'era una suggestione di predominanza maschile per la malattia. 30 PubMed Neighbors

Sreedharan ed altri (2007) riportarono un caso insolito di una donna di 38 anni con malattia di Alexander. Lei presentava una storia da 2 anni di progressiva difficoltà di lettura con oscillopsia, disartria farfugliante, blocchi ed inciampamenti. La storia medica precorsa era significante per i disturbi endocrini con un episodio di amenorrea, ipotiroidismo, depressione, e episodi di ipotermia associati con atassia, contratture facciali e sonnolenza. L'esaminazione fisica mostrava nistagmo torsionale e tremore palatale, della lingua, e mascella. Lei aveva sintomatica microcoria, una lieve dismetria del braccio sinistro, atassia, e iporiflessia degli arti inferiori. La MRI del cervello mostrava atrofia del tronco cerebrale ed alterazioni simmetriche del segnale nella medulla e nel cerebello. Suo padre a quanto venne riportato aveva microcoria ma rifiutava la collaborazione. Le analisi genetiche identificarono una mutazione eterozigote GFAP nella probanda. Sreedharan ed altri (2007) commentarono che questa caso rappresentava una forma progressiva insolitamente lenta di malattia di Alexander.ad insorgenza nell'età adulta. 30 PubMed Neighbors

Ritrovamenti patologici

Istologicamente, la malattia di Alexander è caratterizzata da fibre Rosenthal, masse eosinofiliche omogenee le quali formano bastoncelli allungati affusolati di 30 micron di lunghezza, i quali sono diffusi attraverso la corteccia e la materia bianca e sono più numerosi nel subpiale, regioni perivascolari e subependimali. Queste fibre sono localizzate negli astrociti, cellule che sono strettamente correlate ai vasi sanguigni. E' presente demielinazione, solitamente come caratteristica preminente. Alcuni casi hanno avuto idrocefalo (Alexander, 1949). Le fibre Rosenthal vengono comunemente trovate negli astrocitomi, nei gliomi del nervo ottico e negli stati di gliosi reattiva cronica, ma sono specialmente cospicui nella malattia di Alexander. Herndon ed altri (1970) espressero il punto di vista che le fibre Rosenthal che si trovano in questa condizione sono il risultato di alterazioni degenerative nel citoplasma e nei processi citoplasmatici delle cellule degli astrociti gliali. 30 PubMed Neighbors

Iwaki ed altri (1989) trovarono che alfa-B-cristalline (123590) si accumula nel cervello con la malattia di Alexander.

DIAGNOSI

Van der Knaap ed altri (2001) proposero criteri specifici per la MRI per la diagnosi della malattia di Alexander: estese anomalie simmetriche della materia bianca con preponderanza frontale; alterazioni del segnale periventricolare; alterazioni del segnale dei gangli basali e talamico; lesioni del tronco cerebrale; e aumento del contrasto di aree multiple nell'intero cervello. Van der Knaap ed altri (2005) riportarono di 9 pazienti con malattia di Alexander confermata con analisi genetiche i quali avevano atipiche caratteristiche MRI. La malattia di Alexander non era stata la diagnosi iniziale per nessuno dei pazienti, e nessuno dei pazienti si rispecchiava nei criteri di base per la  MRI proposti da van der Knaap ed altri (2001). La MRI in 8 pazienti mostrava in modo predominante lesioni nella fossa posteriore, specialmente lesioni nel tronco cerebrale simili a tumori multipli. Un paziente aveva anormalità asimmetriche frontali della materia bianca e anormalità dei gangli basali. Van der Knaap ed altri (2005) conclusero che le  diagnostiche con il DNA sono garanzia per i pazienti con caratteristiche atipiche della MRI, in quanto queste sono solo indicative della malattia di Alexander. 30 PubMed Neighbors

EREDITARIETA'

Wohlwill ed altri (1959) descrissero 9 fra fratelli e sorelle, di questi 1 sorella e 3 fratelli avevano i capi ingranditi chiamati idrocefalici e morirono, rispettivamente all'età di 4, 5, 6 e 3 anni. La malattia di Alexander venne provata istologicamente nell'ultimo. Sebbene questi fratelli e sorelle suggerivano la possibile ereditarietà autosomica recessiva, tutte le evidenze molecolari genetiche favorivano l'ereditarietà autosomica dominante, per es., mutazioni eterozigoti de novo come causa. Gli studi in vitro su una di tali mutazioni nel gene GFAP causante la malattia di Alexander (137780.0003) trovarono che la proteina mutante si accumula dentro le fibre Rosenthal con un percorso che coinvolgeva l'aggregazione di filamenti e l'associazione di alfa-B-cristalline e di HSP27 (602195). I dati confermarono che gli effetti della specifica mutazione GFAP sono dominanti; nel mutante eterozigote, il gene prodotto era dominante rispetto al tipo selvatico di GFAP in esperimenti di coassemblaggio (Perng ed altri, 2006). 30 PubMed Neighbors

GENETICA MOLECOLARE

Brenner ed altri (2001) identificarono mutazioni eterozigoti de novo, nel gene GFAP in 10 su 11 pazienti con la malattia di Alexander (137780.0001-137780.0005). Rodriguez ed altri (2001) similmente identificarono mutazioni di GFAP eterozigoti missenso de novo nell'esone 1 o esone 4 di 14 su 15 pazienti che erano candidati per la malattia di Alexander sulla base di anormalità indicative alla neuroimaging. Queste comprendevano pazienti senza macrocefalia. I colpiti fra fratelli e sorelle i cui genitori non erano affetti, includendo 1 famiglia con malattia di Alexander provata neuropatologicamente (Wohlwill ed altri, 1959), potevano rappresentare una trasmissione autosomica recessiva o mosaicismo germinale per una mutazione dominante. Comunque, Rodriguez ed altri (2001) suggerì che dopo la nascita di un paziente con malattia di Alexander con una mutazione GFAP de novo, deve essere proposta una diagnosi prenatale per tutte le gravidanze successive. Rimase da determinare se le forme ad ereditarietà dominante della malattia di Alexander descritte in 2 famiglie, entrambe le quali avevano tarda insorgenza dopo l'età di 25 anni (Howard ed altri, 1993; Schwankhaus ed altri, 1995), avevano anche la mutazione GFAP come causa. 30 PubMed Neighbors

Schuelke ed altri (1999) identificarono una mutazione nel gene codificante la flavoproteina NADH-ubichinone ossidoriduttasi 1 (NDUFV1; 161015.0003) in un paziente con un fenotipo coerente con la malattia di Alexander. Comunque, non c'era conferma patologica della diagnosi.

Su 13 pazienti con anormalità della materia bianca alla MRI coerenti con la malattia di Alexander, 12 vennero trovati avere mutazioni GFAP da Gorospe ed altri (2002). Quattro delle 9 alterazioni identificate erano nuove mutazioni.

Li ed altri (2006) determinarono che i cromosomi paterni erano portatori della mutazione GFAP in 24 su 28 casi di malattia di Alexander  non imparentati analizzati, suggerendo che la maggior parte delle mutazioni avvenga durante la spermatogenesi piuttosto che nell'embrione. Non vennero osservati effetti connessi all'età paterna.

RIFERIMENTI

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Progressiva degenerazione fibrinoide degli astrociti fibrillari associata con ritardo mentale in un infante idrocefalico. Brain 72: 373-381, 1949.
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Malattia di Alexander con numerose MRS ed una nuova mutazione nel gene della proteina fibrillare acida della glia. Neurologia 61: 1014-1015, 2003.
PubMed ID : 14557587
3. Brenner, M.; Johnson, A. B.; Boespflug-Tanguy, O.; Rodriguez, D.; Goldman, J. E.; Messing, A. :
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Le osservazioni ai microscopi ottico ed elettronico delle fibre Rosenthal nella malattia di Alexander e nella sclerosi multipla. J. Neuropath. Exp. Neurol. 29: 524-551, 1970.
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Una malattia familiare associata con miocloni palatali, altri segni del tronco cerebrale, tetraparesi, atassia e formazione di fibre Rosenthal. J. Neurol. Neurosurg. Psychiat. 56: 977-981, 1993.
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Alfa-B-cristallina è espressa in tessuti non-lenticolari ed accumulata nel cervello nella malattia di Alexander. Cell 57: 71-78, 1989.
PubMed ID : 2539261
8. Li, R.; Johnson, A. B.; Salomons, G.; Goldman, J. E.; Naidu, S.; Quinlan, R.; Cree, B.; Ruyle, S. Z.; Banwell, B.; D'Hooghe, M.; Siebert, J. R.; Rolf, C. M.; Cox, H.; Reddy, A.; Gutierrez-Solana, L. G.; Collins, A.; Weller, R. O.; Messing, A.; van der Knaap, M. S.; Brenner, M. :
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Subunità mutante NDUFV1 del complesso I mitocondriale causa leucodistrofia ed epilessia mioclonica. (Letter) Nature Genet. 21: 260-261, 1999.
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PubMed ID : 8848205
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La malattia di Alexander con ipotermia, microcoria, e disturbi psichiatrici ed endocrini. Neurologia 68: 1322-1323, 2007.
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17. Stumpf, E.; Masson, H.; Duquette, A.; Berthelet, F.; McNabb, J.; Lortie, A.; Lesage, J.; Montplaisir, J.; Brais, B.; Cossette, P. :
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18. van der Knaap, M. S.; Naidu, S.; Breiter, S. N.; Blaser, S.; Stroink, H.; Springer, S.; Begeer, J. C.; van Coster, R.; Barth, P. G.; Thomas, N. H.; Valk, J.; Powers, J. M. :
La malattia di Alexander: diagnosi con le immagini. MR Am. J. Neuroradiol. 22: 541-552, 2001.
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19. van der Knaap, M. S.; Salomons, G. S.; Li, R.; Franzoni, E.; Gutierrez-Solana, L. G.; Smit, L. M. E.; Robinson, R.; Ferrie, C. D.; Cree, B.; Reddy, A.; Thomas, N.; Banwell, B.; Barkhof, F.; Jakobs, C.; Johnson, A.; Messing, A.; Brenner, M. :
Insolita variante della malattia di Alexander. Ann. Neurol. 57: 327-338, 2005.
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20. Wohlwill, F. J.; Bernstein, J.; Yakovlev, P. I. :
Leucodistrofia dismielinogenica: rapporto di un caso di una nuova, presumibilmente familiare tipo di leucodistrofia con megalobarencefalia. J. Neuropath. Exp. Neurol. 18: 359-383, 1959.
PubMed ID : 13665382

COLLABORATORI

Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 4 dicembre 2007
Victor A. McKusick - aggiornamento : 7 luglio 2006
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 16 maggio 2006
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 24 maggio 2005
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 21 gennaio 2004
Victor A. McKusick - aggiornamento : 30 gennaio 2003
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 27 novembre 2002
Victor A. McKusick - aggiornamento : 27 novembre 2001
Victor A. McKusick - aggiornamento : 2 gennaio 2001

DATA DI INIZIO

Victor A. McKusick : 2 giugno 1986

REVISIONI

wwang : 10 dicembre 2007
ckniffin : 4 dicembre 2007
alopez : 14 luglio 2006
terry : 7 luglioo 2006
wwang : 18 maggio 2006
ckniffin : 16 maggio 2006
wwang : 16 giugno 2005
wwang : 2 giugno 2005
ckniffin : 24 maggio 2005
tkritzer : 23 gennaio 2004
ckniffin : 21 gennaio 2004
tkritzer : 14 gennaio 2004
ckniffin : 7 gennaio 2004
cwells : 30 gennaio 2003
ckniffin : 4 dicembre 2002
carol : 4 dicembre 2002
ckniffin : 27 novembre 2002
carol : 8 maggio 2002
alopez : 3 dicembre 2001
terry : 27 novembre 2001
mgross : 2 gennaio 2001
mgross : 24 marzo 1999
alopez : 26 febbraio 1999
mimadm : 12 novembre 1995
warfield : 14 aprile 1994
carol : 20 novembre 1992
carol : 1 aprile 1992
supermim : 16 marzo 1992
carol : 22 agosto 1990

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