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Traduzioni di Natale Marzari

Dopo 41 anni e 5 mesi, nel maggio 2006 la magistratura di Trento ha riconosciuto l'esistenza e la gravità di quella malattia rara che nessuna altra istituzione o persona singola della provincia di Trento ancora mi riconosce, e per negare la quale mi perseguita. Natale Marzari

#201450 ACIL-CoA DEIDROGENASI A CATENA MEDIA, CARENZA DI

Altre denominazioni e acronimi

ACADM CARENZA
MCAD CARENZA
MCADH CARENZA
CARNITINA CARENZA SECONDARIA ALLA CARENZA DI ACIL-CoA DEIDROGENASI A CATENA MEDIA

Locus della mappa genica 1p31

 

TESTO

Il numero di questa scheda è preceduto dal segno (#) perché la carenza di acil-CoA deidrogenasi a catena media è causata da mutazione nel gene per la acil-CoA deidrogenasi a catena media (ACADM; 607008).

 

DESCRIZIONE

La carenza di acil-CoA deidrogenasi a catena media ereditaria è caratterizzata da intolleranza al digiuno prolungato, ricorrenti episodi di coma ipoglicemico con aciduria dicarbossilica a catena media, insufficiente chetogenesi, e bassi livelli di carnitina nel plasma e nei tessuti. il disturbo può essere grave, e persino fatale, in giovani pazienti (Matsubara ed altri, 1986). 30 PubMed Neighbors

 

CARATTERISTICHE CLINICHE

Gregersen ed altri (1976) descrissero per primi la carenza di MCADH in un paziente il quale presentava inspiegati episodi di letargia e incoscienza e aciduria dicarbossilica C6-C10. Naylor ed altri (1978) studiarono 2 sorelle preadolescenti le quali soffrivano di ipoglicemia intermittente, letargia, e coma associata con alterazione lobulare grassa periferica nel fegato. Durante l'ipoglicemia, venne dimostrata con la gas cromatografia una massiva aciduria dicarbossilica C6-C14. Nelle urine e nel siero erano elevati gli acidi adipici e sebacici monoinsaturi, seburrici e ozeleici. Gli autori suggerirono che a causa di un difetto nella ossidazione beta degli acidi grassi a catena media, l'ossidazione omega ad acidi dicarbossilici era avveniva attraverso un percorso alternativo. Probabilmente dei casi identici sono già stati riportati, sebbene non nella pienezza dei dettagli. 30 PubMed Neighbors

Colle ed altri (1983) riportarono di 2 fanciulli con episodi di ipoglicemia reversibile e 'sindrome di Reye' il quali durante le fasi acute mostravano escrezione urinaria di acidi dicarbossilici e acidi grassi psi-idrossilici. Rhead ed altri (1983) misurarono la acil-CoA deidrogenasi a catena media difettosa in uno dei pazienti di Colle ed altri (1983), supportando così i risultati di Kolvraa ed altri (1982) e Divry ed altri (1983) che la carenza di acil-CoA deidrogenasi può essere responsabile della aciduria dicarbossilica. 30 PubMed Neighbors

Rasanen ed altri (1971) riportarono di 1 fratello e 1 sorella in una famiglia finnica,  con steatosi epatica (228100). Gli studi su un fratello affetto nato successivamente dimostrarono alterazioni coerenti con l'aciduria dicarbossilica C6-C10 non chetotica (Simila ed altri, 1984). Stanley ed altri (1983) riportarono di 3 fanciulli in 2 famiglie i quali presentavano nella prima fanciullezza episodi di malessere associati con il digiuno e somiglianti alla sindrome di Reye: coma, ipoglicemia, iperammonemia, e fegato grasso. Venne dimostrata la carenza di acil-CoA deidrogenasi a catena media. Gli autori conclusero che la carenza di carnitina era un fenomeno secondario e suggerirono che altri pazienti con 'carenza sistemica di carnitina' (vedere 212140) che non rispondono alla terapia con la carnitina possono avere difetti di questo tipo nella ossidazione degli acidi grassi. 30 PubMed Neighbors

Roe ed altri (1986) identificarono il difetto nella beta-ossidazione mitocondriale in 1 fratello e 1 sorella asintomatici nella famiglia nella quale i 2 infanti precedenti erano morti: a uno dei quali era stata attribuita la sindrome della morte improvvisa infantile e ad uno la sindrome di Reye. La scoperta della carenza di carenza di MCAD in uno di questi infanti e in uno dei sopravviventi era accompagnata dal rinvenimento di ottanolcarnitina. 30 PubMed Neighbors

Matsubara ed altri (1986) specificarono che era stati riportati come minimo 24 casi di carenza di MCADH. Taubman ed altri (1987) diagnosticarono la carenza di MCADH in una bambina di 20 mesi con una storia di 1 fratello e 1 sorella il quali morirono di una encefalopatia diagnosticata come sindrome di Reye.

 

CARATTERISTICHE BIOCHIMICHE

Amendt e Rhead (1985) studiarono il paziente originalmente descritto da Gregersen ed altri (1976) e 7 altri e non trovarono eterogeneità biochimiche. Il paziente mostrava elevata escrezione urinaria di acidi dicarbossilici omega della catena C6-C10-. Questi si formano dalla ossidazione omega degli acidi monocarbossilici C10-C12 accumulati, i quali sono poi accorciati dalla ossidazione beta a catene di media lunghezza. L'escrezione isolata della catena di acidi dicarbossilici C6-C10 senza associazione di chetosi è coerente con la ossidazione beta mitocondriale difettoso prodotta dalla carenza di MCADH. 30 PubMed Neighbors

Onkenhout ed altri (2001) determinarono la composizione degli acidi grassi del fegato, dei muscoli scheletrici, e del cuore ottenuti postmortem da pazienti con carenza di 1 dei 3 tipi di acil-CoA deidrogenasi: catena media, molteplice (MADD; 231680), e molto catena lunga (VLCADD; 201475). Un aumento del quantitativo di molteplici acidi grassi insaturi venne trovato esclusivamente nella frazione dei trigliceridi. Esso non poteva essere rilevato negli acidi grassi liberi o nella frazione fosfolipidica. Onkenhout ed altri (2001) conclusero che gli intermedi dell'ossidazione degli acidi grassi insaturi che si accumulano come conseguenza delle MCAD, MADD, e VLCADD sono trasportati nel reticolo endoplasmatico per la loro esterificazione a glicerolipidi neutri. Il modello di accumulazione è caratteristico per ogni malattia, il che fa dell'analisi degli acidi grassi analisi dei lipidi totali dei tessuti postmortem un utile strumento nella scoperta dei difetti dell'ossidazione degli acidi grassi mitocondriali nei pazienti che sono morti inaspettatamente. 30 PubMed Neighbors

 

DIAGNOSI

Rinaldo ed altri (1988) trovarono che la misurazione della esanolglicina e della fenilpropionillglicina urinarie e con un metodo di diluizione degli isotopi stabili è un metodo veloce e attendibile per la diagnosi della carenza di MCAD. Esso può essere applicato a campioni casuali di urina senza un pretrattamento come un digiuno.

Bennett ed altri (1990) identificarono dei metaboliti urinari utile nella identificazione della carenza di MCAD nel periodo neonatale. Essi suggerirono che questo sarebbe utile nello screening di fratelli e sorelle nati successivamente ai casi seguenti: accertata carenza di MCAD, sindrome di Reye (deceduti e non esaminati per la carenza di MCAD), la sindrome della morte improvvisa infantile sotto 1 anno di età, improvvisa inaspettata morte fra età 1 e 4, e ipoglicemia di origine sconosciuta. Due dei 5 pazienti studiati da von Dobeln ed altri (1990) avevano avuto fratelli e sorelle maggiori che erano morti inaspettatamente nella prima infanzia. In 3 dei 5 pazienti e in entrambi i fratelli e sorelle deceduti, i campioni di sangue su carta da filtro provenienti dai pazienti e dai loro fratelli e sorelle deceduti per scopi di screening neonatale mostrarono elevati livelli di acidi grassi 3-idrossilici. 30 PubMed Neighbors

Santer ed altri (1990) suggerirono che ci sono distinte anormalità mitocondriali alla microscopia elettronica che fuori norma la sindrome di Reye e suggeriscono un disturbo di mitocondriale dell'ossidazione degli acidi grassi: oltre alla steatosi a grandi gocce, ci sono una matrice mitocondriale densa di elettroni ed uno spazio della membrana mitocondriale interna allargato. 30 PubMed Neighbors

Van Hove ed altri (1993) dimostrarono che la diagnosi della carenza di MCAD, compreso il riconoscimento neonatale presintomatico, può essere fatta affidabilmente attraverso l'analisi dell'acilcarnitina nel sangue. La spettrometria di massa tandem è un metodo conveniente per una determinazione veloce ed accurata.

Iafolla ed altri (1994) suggerirono che la carenza di MCAD soddisfi i criteri per uno screening della popolazione neonatale. Gli autori raccolsero i dati medici di 120 pazienti con carenza di MCAD riportati alla Duke University Medical Center per le esaminazioni biochimiche. Essi trovarono che l'88% erano stati inizialmente riportati a causa di malessere clinico o di morte improvvisa. Le infezioni virali precipitavano il malessere nell'85% dei casi. Solamente il 12% erano inizialmente sospettati di avere la carenza di MCAD. Le altre diagnosi iniziali comprendevano la sindrome di Reye, la SIDS, l'ipoglicemia idiopatica, e la carenza di carnitina. C'erano 55 pazienti maschi e 65 pazienti femmine andavano dalla nascita ai 19 anni di età; a sottolineare la disparità sociale nell'accesso alla sanità ben 118 su 120 degli esami inviati al Duke University Medical Center per le esaminazioni biochimiche erano di bianchi. Ventitre fanciulli morirono prima che la diagnosi venisse fatta, indicando che i pazienti con questo disturbo non identificato hanno un rischio di morte improvvisa nella prima fanciullezza. Inoltre, essi trovarono che i sopravviventi sono a rischio di sviluppare disabilità, debolezza muscolare cronica, crescita insufficiente, e 'paralisi cerebrale.' Fra i fratelli e le sorelle dei pazienti, 23 fratelli e sorelle viventi vennero trovati essere affetti allo screening e 14 erano morti. Cinque genitori portatori erano stati sintomatici nella fanciullezza. 30 PubMed Neighbors

Ziadeh ed altri (1995) riportarono i risultati di un programma di screening neonatale prospettivo in Pennsylvania usando spettrometria di massa tandem. Fra i primi 80.371 neonati vagliati, trovarono 9 bambini con la MCAD (1/8930), più 2 ulteriori neonati, vagliati a causa di una storia famigliare precedentemente conosciuta. Le analisi molecolari mostrarono che il 56% dei pazienti erano eterozigoti composti per la mutazione 985A-G (K304E; 607008.0001), comunemente riferita come G985, e una seconda mutazione. 30 PubMed Neighbors

Clayton ed altri(1998) riportarono la loro esperienza nella diagnostica della carenza di MCAD usando la tecnica della analisi spettrometria di massa tandem a ionizzazione elettrospray  (ESI-MS/MS) della specie butilata della carnitina da puntati di sangue essicato. Gli autori conclusero che se lo screening neonatale veniva effettuato dai 7 ai 10 giorni dalla nascita, questa tecnica era sensibile e specifice in entrambe e dovrebbe perciò essere utilizzabile per un programma di screening neonatale nazionale. 30 PubMed Neighbors

 

Diagnosi prenatale

Bennett ed altri (1987) andarono avanti nella diagnosi prenatale con la dimostrazione di una marcata riduzione della ossidazione dell'ottanoato in cellule amniotiche coltivate. La diagnosi venne confermata dal saggio degli enzimi di fibroblasti cutanei del feto abortito.

 

GESTIONE CLINICA

Nella famiglia riportata da Roe ed altri (1986), il precoce trattamento con L-carnitina fu importante per la sopravvivenza. L'alimentazione al seno può essere protettiva in carenza di MCAD. Treem ed altri (1989) trovarono che l'integrazione con carnitina era inefficace. Essi sottolinearono che l'evitare il digiuno e una pronta istituzione di integrazione del glucosio in situazioni nelle quali l'assunzione orale è interrotta rimane il punto di forza della terapia. 30 PubMed Neighbors

 

GENETICA MOLECOLARE

In 9 pazienti con carenza di MCAD, Matsubara ed altri (1990) trovarono una transizione 985A-G la quale produceva una sostituzione da lis304 a glu (K304E; 607008.0001) nella proteina matura. Questi pazienti non erano imparentati, suggerendo una alta incidenza di questa anormalità tra i pazienti caucasici. Lo scambio non venne trovato in 20 soggetti caucasici sani e in 6 giapponesi sano. Matsubara ed altri (1990) trovarono questa mutazione puntiforme in 31 su 34 (91%) alleli MCAD mutanti. Yokota ed altri (1992) stimarono che il 90% dei casi di MCAD coinvolge la stessa mutazione. 30 PubMed Neighbors

Andresen ed altri (1997) determinarono la frequenza di 14 mutazioni non G985 conosciute e 7 precedentemente non sconosciute in 52 famiglie con la carenza di MCAD non causata da omozigosità per la mutazione prevalente G985. Essi dimostrarono che nessuna delle mutazioni non G985 è prevalente. Nelle 14 famiglie nelle quali essi identificarono entrambe le mutazioni causanti malattia, essi correlarono le mutazioni con i dati clinici e biochimici e trovarono che una correlazione genotipo/fenotipo nella carenza di MCAD non è ovvia. 30 PubMed Neighbors

Zschocke ed altri (2001) caratterizzarono il difetto molecolare in 4 pazienti con lieve carenza di MCAD. Nello screening neonatale di routine nel quinto giorno di vita, essi erano stati trovati avere delle anormalità nei profili della acilcarnitina indicativi di carenza di MCAD. Due erano di origine tedesca e gli altri 2 erano nati da differenti genitori turchi consanguinei. In tutti 4, il decorso clinico e le indagini di laboratorio di routine fino all'età di 6 mesi erano normali. Gli studi enzimatici mostrarono una attività MCAD residuale fra quella con la classica carenza di MCAD e gli eterozigoti. In 2 casi, le analisi del gene ACADM rilevarono eterozigosità composta per la mutazione comune K304E (607008.0001) e la mutazione 199T-C (Y42H; 607008.0011), che loro chiamandolo Y67H. Nei 2 bambini di genitori consanguinei, venne trovata omozigosità per la mutazione da gli267 a arg (G267R; 607008.0003) e la mutazione S220L (607008.0012), rispettivamente. Come in altri disturbi metabolici, la distinzione fra 'normale' e 'malattia' nella carenza di MCAD è sfocata dentro uno spettro di stati di carenza enzimatica causati da differenti mutazioni nel gene ACADM potenzialmente influenzate da fattori colpenti il processamento delle proteine intracellulari. 30 PubMed Neighbors

 

CORRELAZIONI GENOTIPO/FENOTIPO

Gregersen ed altri (2001) rividero la relazione sottostante i genotipi-fenotipi nelle VLCAD, MCAD, e SCAD. Essi discussero sia le implicazioni strutturali del tipo di mutazione tipo che l'effetto di modulazione sui sistemi di controllo della qualità delle proteine mitocondriali, composto di chaperoni molecolari e proteasi intracellulare. La realizzazione che l'effetto monogene, come mutazione causante malattia in questi 3 geni, può essere modificato da variazioni in altri geni presagisce la necessità dell'analisi dei profili di ulteriori variazioni genetiche. Essi specificarono che il rapido sviluppo di sistemi di rilevamento delle mutazioni, come le tecnologie a chip, rendono fattibili le analisi dei tipi dei profili. 30 PubMed Neighbors

 

GENETICA DI POPOLAZIONE

Pollitt e Leonard (1998) riportarono i risultati di uno studio clinico prospettivo sulla carenza di MCAD in Inghilterra. Fra il 1994 ed il 1996 c'erano riportati 62 casi in 54 famiglie, dando un minimo di incidenza di 4,5 su 100.000. In 46 casi, la diagnosi a seguito un acuto malessere: 39 dopo un singolo episodio, 6 dopo un secondo, e 1 dopo il suo terzo episodio all'età di 12 anni. Gli autori commentarono che la mortalità e morbilità associata con la carenza di MCAD rimaneva alta. La maggior parte dei pazienti hanno la loro prima manifestazione acuta dopo i 3 mesi di età; da questo, gli autori argomentarono, sostenendo il caso dell'introduzione di uno programma di screening neonatale nazionale in Inghilterra. 30 PubMed Neighbors

In uno screening prospettivo con la spettrometria di massa tandem di 930.078 puntati di sangue da neonati nella popolazione degli U.S.A., Andresen ed altri (2001) determinarono la frequenza della carenza di MCAD essere 1 su 15.001. Le analisi delle mutazioni mostrarono che il metodo basato su MS/MS è eccellente per la scoperta della carenza di MCAD. La frequenza dell'allele mutante 985A-G (607008.0001) nei neonati con un profilo dell'acilcarnitina positivo è molto più basso che che nei pazienti affetti osservati clinicamente. Essi identificarono una nuova mutazione, 199T-C (607008.0011), la quale non era mai stata osservata in pazienti con la malattia manifesta clinicamente ma era presente in una grande proporzione nei campioni dell'acilcarnitina positivi. Gli esperimenti di sovraespressione mostrarono che la mutazione 199T-C è un lieve ripiegamento che esibisce una diminuzione dei livelli di attività enzimatica solo sotto condizioni stringenti. La frequenza dei portatori è di 1 su 500 nella popolazione generale, che fa della mutazione 199T-C 1 delle 3 mutazioni a maggior prevalenza negli enzimi dell'ossidazione degli acidi grassi. 30 PubMed Neighbors

 

VEDI ANCHE

Coates ed altri (1985); Duran ed altri (1986)

 

RIFERIMENTI

1. Amendt, B. A.; Rhead, W. J. :
Difetto catalitico e carenza di acil-coenzima A deidrogenasi a catena media: senza entrambi i cofattori responsabili e eterogeneità biochimica in otto pazienti. J. Clin. Invest. 76: 963-969, 1985.
PubMed ID : 3840178

 

2. Andresen, B. S.; Bross, P.; Udvari, S.; Kirk, J.; Gray, G.; Kmoch, S.; Chamoles, N.; Knudsen, I.; Winter, V.; Wilcken, B.; Yokota, I.; Hart, K.; Packman, S.; Harpey, J. P.; Saudubray, J. M.; Hale, D. E.; Bolund, L.; Kolvraa, S.; Gregersen, N. :
Le basi molecolari della carenza di acil-CoA deidrogenasi a catena media (MCAD) in composizione in pazienti eterozigoti: c'è una correlazione fra genotipo e fenotipo? Hum. Molec. Genet. 6: 695-707, 1997.
PubMed ID : 9158144

 

3. Andresen, B. S.; Dobrowolski, S. F.; O'Reilly, L.; Muenzer, J.; McCandless, S. E.; Frazier, D. M.; Udvari, S.; Bross, P.; Knudsen, I.; Banas, R.; Chace, D. H.; Engel, P.; Naylor, E. W.; Gregersen, N. :
Le mutazioni della acil-CoA deidrogenasi (MCAD) a catena media identificate con uno screening prospettivo di neonati basato su MS/MS differiscono da quelle osservate in pazienti con sintomi clinici: identificazione e caratterizzazione di una nuova, mutazione prevalente che causa una carenza di MCAD lieve. Am. J. Hum. Genet. 68: 1408-1418, 2001.
PubMed ID : 11349232

 

4. Bennett, M. J.; Allison, F.; Lowther, G. W.; Gray, R. G. F.; Johnston, D. I.; Fitzsimmons, J. S.; Manning, N. J.; Pollitt, R. J. :
Diagnosi prenatale della carenza di acil-coenzima A deidrogenasi a catena media. Prenatal Diag. 7: 135-141, 1987.
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Le analisi delle anormalità dei metaboliti urinari nei periodo neonatale nella carenza di acil-CoA deidrogenasi a catena media. J. Inherit. Metab. Dis. 13: 707-715, 1990.
PubMed ID : 2246856

 

6. Clayton, P. T.; Doig, M.; Ghafari, S.; Meaney, C.; Taylor, C.; Leonard, J. V.; Morris, M.; Johnson, A. W. :
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7. Coates, P. M.; Hale, D. E.; Stanley, C. A.; Corkey, B. E.; Cortner, J. A. :
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8. Colle, E.; Mamer, O. A.; Montgomery, J. A.; Miller, J. D. :
Ipoglicemia episodica con escrezione di acidi grassi psi-idrossilici. Pediat. Res. 17: 171-176, 1983.
PubMed ID : 6402754

 

9. Divry, P.; David, M.; Gregersen, N.; Kolvraa, S.; Christensen, E.; Collet, J. P.; Dellamonica, C.; Cotte, J. :
Aciduria dicarbossilica dovuta a un difetto nella acil CoA deidrogenasi a catena media : una causa di ipoglicemia nella fanciullezza. Acta Paediat. Scand. 72: 943-949, 1983.
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10. Duran, M.; Hofkamp, M.; Rhead, W. J.; Saudubray, J. M.; Wadman, S. K. :
Morte improvvisa del bambino e membri affetti della famiglia 'sani' con carenza di acil-coenzima A deidrogenasi a catena media. Pediatrics 78: 1052-1057, 1986.
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11. Gregersen, N.; Andresen, B. S.; Corydon, M. J.; Corydon, T. J.; Olsen, R. K. J.; Bolund, L.; Bross, P. :
Analisi della mutazione nei difetti dell'ossidazione degli acidi grassi mitocondriale: esemplificata dalla carenza di acil-CoA deidrogenasi, con speciale focalizzazione sulla relazione genotipo-fenotipo. Hum. Mutat. 18: 169-189, 2001.
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13. Iafolla, A. K.; Thompson, R. J., Jr.; Roe, C. R. :
Carenza di acil-coenzima A deidrogenasi a catena media: decorso clinico in 120 bambini affetti. J. Pediat. 124: 409-415, 1994.
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21. Rhead, W. J.; Amendt, B. A.; Fritchman, K. S.; Felts, S. J. :
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22. Rinaldo, P.; O'Shea, J. J.; Coates, P. M.; Hale, D. E.; Stanley, C. A.; Tanaka, K. :
Carenza di acil-CoA deidrogenasi a catena media: diagnosi con la misurazione della diluizione urinaria degli isotopi stabili di n-esanolglicina e 3-fenilpropionillglicina. New Eng. J. Med. 319: 1308-1313, 1988.
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PubMed ID : 2502671

 

29. Van Hove, J. L. K.; Zhang, W.; Kahler, S. G.; Roe, C. R.; Chen, Y.-T.; Terada, N.; Chace, D. H.; Iafolla, A. K.; Ding, J.-H.; Millington, D. S. :
Carenza di acil-CoA deidrogenasi (MCAD) a catena media: diagnosi con l'analisi della acilcarnitina nel sangue. Am. J. Hum. Genet. 52: 958-966, 1993.
PubMed ID : 8488845

 

30. von Dobeln, U.; Venizelos, N.; Hagenfeldt, L. :
Diagnosi retrospettiva della aciduria 3-idrossidicarbossilica con le analisi di puntati di sangue su carta da filtro. J. Inherit. Metab. Dis. 13: 165-168, 1990.
PubMed ID : 2143242

 

31. Yokota, I.; Saijo, T.; Vockley, J.; Tanaka, K. :
Insufficiente assemblaggio della variante tetramero della acil-coenzima A deidrogenasi a catena media con una sostituzione di glutamato o aspartato con lisina 304 causante instabilità della proteina. J. Biol. Chem. 267: 26004-26010, 1992.
PubMed ID : 1361190
 
32. Ziadeh, R.; Hoffman, E. P.; Finegold, D. N.; Hoop, R. C.; Brackett, J. C.; Strauss, A. W.; Naylor, E. W. :
La carenza di acil-CoA deidrogenasi a catena media in Pennsylvania: uno screening neonatale mostra una alta incidenza e una inaspettata frequenza della mutazione. Pediat. Res. 37: 675-678, 1995.
PubMed ID : 7603790

 

33. Zschocke, J.; Schulze, A.; Lindner, M.; Fiesel, S.; Olgemoller, K.; Hoffmann, G. F.; Penzien, J.; Ruiter, J. P. N.; Wanders, R. J. A.; Mayatepek, E. :
Caratterizzazione molecolare e funzionale della carenza di MCAD lieve. Hum. Genet. 108: 404-408, 2001.
PubMed ID : 11409868

 

 

COLLABORATORI

Cassandra L. Kniffin - riorganizzato : 13 giugno 2002
Victor A. McKusick - aggiornato : 4 ottobre 2001
Ada Hamosh - aggiornato : 29 agosto 2001
Victor A. McKusick - aggiornato : 20 giugno 2001
Victor A. McKusick - aggiornato : 31 maggio 2001
Paul Brennan - aggiornato : 12 aprile 2000
Victor A. McKusick - aggiornato : 16 febbraio 2000
Victor A. McKusick - aggiornato : 12 aprile 1999
Victor A. McKusick - aggiornato : 19 febbraio 1998
Victor A. McKusick - aggiornato : 23 giugno 1997

 

DATA DI INIZIO

Victor A. McKusick : 2 giugno 1986

 

REVISIONI

ckniffin : 25 agosto 2006
terry : 18 aprile 2005
carol : 13 giugno 2002
ckniffin : 13 giugno 2002
ckniffin : 13 giugno 2002
ckniffin : 13 giugno 2002
carol : 30 aprile 2002
carol : 4 ottobre 2001
cwells : 14 settembre 2001
cwells : 14 settembre 2001
cwells : 6 settembre 2001
cwells : 4 settembre 2001
terry : 29 agosto 2001
carol : 5 luglio 2001
carol : 5 luglio 2001
cwells : 3 luglio 2001
terry : 20 giugno 2001
cwells : 15 giugno 2001
cwells : 7 giugno 2001
cwells : 1 giugno 2001
terry : 31 maggio 2001
alopez : 12 aprile 2000
mgross : 10 marzo 2000
terry : 16 febbraio 2000
carol : 12 aprile 1999
carol : 26 giugno 1998
mark : 20 febbraio 1998
mark : 19 febbraio 1998
terry : 12 febbraio 1998
terry : 23 giugno 1997
terry : 23 giugno 1997
terry : 18 giugno 1997
alopez : 10 giugno 1997
carol : 23 agosto 1996
marlene : 2 agosto 1996
terry : 26 luglio 1996
carol : 13 luglio 1996
mark : 17 giugno 1996
terry : 11 giugno 1996
mark : 19 aprile 1996
terry : 15 aprile 1996
mimadm : 12 novembre 1995
mark : 13 settembre 1995
carol : 2 novembre 1994
terry : 11 ottobre 1994
jason : 27 giugno 1994
davew : 1 giugno 1994

Copyright © 1966-2009 Johns Hopkins University

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