Dopo 41 anni e 5 mesi, nel maggio 2006 la
magistratura di Trento ha riconosciuto l'esistenza e la gravità di quella
malattia rara che nessuna altra istituzione o persona singola della provincia di
Trento ancora mi riconosce, e per negare la quale mi perseguita.
Natale Marzari
il gene comprende una sequenza continua codificante di 345 nps. Non contiene introni, inizia
con il codone AUG metionina, e finisce con la U del
UAA del codone di stop (Anderson
ed altri, 1981;
Ojala ed altri, 1981;
Montoya ed altri, 1981). E' trascritta come
parte policistronica del trascritto della corda H, fiancheggiata
dai trascritti dei tRNA(Gli) e tRNA(Arg). Questi tRNA sono staccati dal RNA liberando
il trascritto 17,
mRNA della MTND3. Il mRNA viene quindi poliadenilato
completando il codone terminale (Anderson
ed altri, 1981;
Ojala ed altri, 1981;
Attardi ed altri, 1982).
Oltre a queste varianti polipeptidiche, sono stati
identificati numerosi polimorfismi di siti di restrizione alle seguenti posizioni nucleotidiche
per gli enzimi indicati (dove '+' = sito
guadagnante, '-' = sito perdente relativo alla sequenza di riferimento ,
Anderson ed altri, 1981): Dde I:+10394; Hae
III:, +10097, -10364; Hha I: +10066; HinfI:-10256;
Mbo I: -10254; Taq I: +10084, -10180, +10252 (Wallace
ed altri, 1994).
In un paziente con carenza del complesso I mitocondriale (252010),
Taylor ed altri (2001) identificarono una transizione 10191T-C eteroplasmica nel gene ND3
(S45P;
516002.0001).
Van der Walt ed altri (2003) genotipizzarono 10
polimorfismi di singoli nucleotidi che definiscono il DNA mitocondriale di
aplogruppi europei di 609
pazienti bianchi con la malattia di Parkinson (556500)
e 340 soggetti bianchi non colpiti di controllo. In
generale, gli individui classificati come aplogruppo J
dimostrarono un significante decremento nel rischio della malattia di Parkinson
rispetto agli individui portatori
dell'aplogruppo H, l' aplogruppo più comune.
Inoltre, uno specifico SNP (Polimorfismo
di un singolo nucleotide ndt)
che definisce questi 2 aplogruppi, 10398G (vedere
516002.0002), è fortemente associato con questo
effetto protettivo. Il SNP 10398G causa uno scambio di amminoacidi non
conservativo da treonina
ad
alanina entro la ND3 del complesso I. Dopo la stratificazione per sesso, questo decremento nel rischio
appariva più forte nelle donne che negli uomini.
Van der Walt ed altri (2003) conclusero che la ND3
può essere un importante fattore nella suscettibilità tra individui bianchi alla malattia di Parkinson e può aiutare a spiegare il ruolo del complesso I
nell'espressione della
malattia di Parkinson.
Pyle ed altri (2005) notarono che il polimorfismo 10398A-G è stata descritto
in numerosi altri aplotipi (vedere
Herrnstadt ed altri, 2002), indicanti che il polimorfismo 10398A-G non 'definisce'
gli aplotipi J
e K, come asserito da
van der Walt ed altri (2003).
McFarland ed altri (2004) identificarono una transizione
eteroplasmica 10158T-C nel gene MTND3 (516002.0003) in 3 pazienti non imparentati con encefalopatia infantile e isolata carenza del complesso I (252010),
1 di loro aveva un fenotipo coerente con la sindrome di Leigh (256000).
Kirby ed altri (2004) identificarono la mutazione
10158T-C in 2 pazienti non imparentati con
isolata carenza del complesso I, 1 di loro aveva un fenotipo coerente con la sindrome di Leigh.
Sarzi ed altri (2007) identificarono una transizione 10197G-A (A47T;
516002.0004) nel gene MTND3 in 3 famiglie non imparentate con la sindrome di Leigh (256000)
o distonia.
.0001 CARENZA DEL COMPLESSO I MITOCONDRIALE [MTND3,
SER45PRO ]
Taylor ed altri (2001) riportarono di un paziente
il quale, dall'età di 24 anni, aveva emicranie
associate con lampi luminosi nella sua visione e debolezza del braccio destro.
Successivamente
sviluppò miocloni, attacchi epilettici, declino cognitivo, atassia, neuropatia periferica, anomalie nei movimenti oculari, e atrofia ottica. La biopsia
muscolare mostrava un deficit (40% dei controlli) nell'attività del complesso I (252010),
ma non fibre rosse sfilacciate. Venne identificata una transizione eteroplasmica
10191T-C nel gene ND3
nei suoi muscoli scheletrici (77%) e sangue (14%),
come pure in sua madre (3% nel sangue) e in un fratello ed in una sorella
non colpiti (rintracciabile a malapena nel
sangue). La mutazione non era presente in altri 90
campioni.
Taylor ed altri (2001) notarono che la mutazione
cambia una serina idrofilica nel codone 45 in una prolina
idrofobica (S45P), la quale potrebbe compromettere il ripiegamento della proteina.
In un paziente con encefalopatia infantile e
carenza del complesso I,
McFarland ed altri (2004) identificarono la transizione
10191T-C. Venne notato che era letargico dalla nascita, con ipotonia, ariflessia, e atrofia muscolare, micrognatia e piede equino varo.
.0002 RESISTENZA ALLA
MALATTIA DI PARKINSON [MTND3, 10398A-G]
Oliver ed altri (1983) riportarono di un
polimorfismo al nucleotide 10398 che cambiava il penultimo aminoacido da treonina
ad alanina. In
uno studio su europei con la malattia di Parkinson (556500)
comparato con controlli, la presenza dell'allele 10398G
era associato con l'effetto prottettivo dell'aplogruppo J o K.
Il ruolo dei mitocondri nel causare malattie è
largamente attribuito alla loro proprietà di produrre specie reattive
dell'ossigeno (ROS). Nel contesto del diabete, si pensa che le ROS facciano scattare
differenti forme di resistenza all'insulina coinvolgenti differenti meccanismi. Il ruolo suggestivo di una
variante G10398A del
mtDNA nell'accresciuta produzione di ROS
e nel danneggiamento della risposta allo stress ossidativo dovuto alla variante T16189C erano stati studiati da
Bhat ed altri (2007) come fattori di suscettibilità genetica al diabete
mellito di tipo 2 (vedere
125853). In 2 coorti di popolazione dell'India del nord, veniva
osservata una associazione statisticamente significativa per l'allele 10398A, e
le analisi dell'aplotipo
G10398A/T16189C dimostrarono il rischio in
entrambe le coorti. Lo studio suggerì che gli alleli 10398A e
16189C forniscano suscettibilità al T2DM
sia indipendentemente che insieme.
.0003 SINDROME DI LEIGH DOVUTA A CARENZA DEL COMPLESSO I MITOCONDRIALE [MTND3, 10158T-C ]
CARENZA DEL COMPLESSO I MITOCONDRIALE INCLUSA
In 3 pazienti non imparentati con encefalopatia infantile e isolata carenza del complesso I (252010),
McFarland ed altri (2004) identificarono una transizione
eteroplasmica 10158T-C nel gene MTND3.
Un paziente aveva un fenotipo coerente con la sindrome di Leigh (256000),
includendo l'aumento del lattato nel sangue e CSF, ritardato sviluppo motorio, e
lesioni talamiche bilaterali alla
MRI. Gli altri 2 pazienti avevano entrambi acidosi
lattica nel sangue e CSF ma uno aveva iperriflessia, cloni, e quadriparesi spastica, mentre l'altro
aveva ipotonia e ariflessia.
Kirby ed altri (2004) identificarono la mutazione
10158T-C in 2 pazienti non imparentati con
isolata carenza del complesso I. Uno dei pazienti
aveva la malattia mitocondriale infantile letale e morì
all'età di 6 mesi; le analisi biochimiche mostrarono 1% di attività residua del complesso I.
L'altro paziente
aveva un fenotipo coerente con la sindrome di Leigh e
morì all'età di 3 anni e 9 mesi; l'attività residua del complesso I era del 14%.
.0004 SINDROME DI LEIGH DOVUTA A CARENZA DEL COMPLESSO I MITOCONDRIALE [MTND3, ALA47THR ]
In membri colpiti di 3 famiglie non imparentate con la sindrome di Leigh (256000)
o distonia,
Sarzi ed altri (2007) identificarono una transizione 10197G-A nel gene MTND3, provocante una
sostituzione da
ala47-a-thr (A47T) in una altamente
conservata parte della subunità ND3. La mutazione venne trovata essere omoplasmica nel
paziente più gravemente colpito (bambino), mentre il carico mutante
variava dal 50% nel leucociti di una madre sana al
67% e 74%, rispettivamente, nelle 2 madri affette lievemente.
Sarzi ed altri (2007) conclusero che la 10197G-A è
una comune mutazione del mtDNA responsabili per la sindrome
di Leigh e distonia.
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COLLABORATORI
Victor A. McKusick - aggiornamento : 18 settembre 2007
Marla J. F. O'Neill - aggiornamento : 22 giugno 2007
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 29 agosto
2005
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 29 giugno 2005
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 2 giugno 2004
Ada Hamosh - aggiornamento : 9 maggio 2003
Cassandra L. Kniffin - aggiornamento : 28 gennaio 2003
Douglas C. Wallace - aggiornamento : 6 aprile 1994
DATA DI CREAZIONE
Victor A. McKusick : 2 marzo 1993
REVISIONI
alopez : 19 settembre 2007
terry : 18 settembre 2007
wwang : 26 giugno 2007
terry : 22 giugno 2007
carol : 21 settembre 2005
ckniffin : 29 agosto 2005
ckniffin : 29 giugno 2005
tkritzer : 3 giugno 2004
ckniffin : 2 giugno 2004
cwells : 12 maggio 2003
terry : 9 maggio 2003
tkritzer : 6 febbraio 2003
tkritzer : 3 febbraio 2003
ckniffin : 28 gennaio 2003
dholmes : 17 aprile 1998
terry : 21 gennaio 1997
mark : 9 aprile 1996
mark : 19 giugno 1995
pfoster : 3 novembre 1994
davew : 21 luglio 1994
mimadm : 17 maggio 1994
carol : 17 maggio 1993