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#500005 |
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IPOMAGNESEMIA, IPERTENSIONE E IPERCOLESTEROLEMIA MITOCONDRIALE |
CONTENUTO
Il numero di questa scheda è preceduto dal segno
(#) per l'evidenza che questa fenotipo è
causata da una mutazione nel gene mitocondriale tRNA(Ile) (590045).
CARATTERISTICHE CLINICHE
Wilson ed altri (2004) identificarono un affine caucasico (K129) individuato
tramite un probando con ipermagnesemia. Da lui l'esaminazione si estendeva agli affini
che rivelarono una alta prevalenza di ipomagnesemia, ipertensione, e ipercolesterolemia.
Wilson ed altri (2004) condussero una dettagliata analisi clinica con esaminazione del sangue di 142 parenti nel
gruppo affine.
Includendo il caso indice, 38 membri avevano
ipertensione (pressione sanguigna più alta di 140/90
mm Hg o erano in trattamento per l'ipertensione), 33 avevano
ipercolesterolemia (con colesterolo totale più
elevato di 200 mg/dl o in trattamento per l'ipercolesterolemia), e 32 avevano ipomagnesemia clinicamente significativa (gamma da 0,8
a 1,7 mg/dl,
normale 1,8 a 2,5 mg/dl). Gli individui ipomagnesimici
erano distribuiti lungo 4 generazioni e 16 rami familiari,
ed erano colpiti entrambi i generi; non c'era
significanza di effetti dell'età sui livelli di magnesio, ed
i soggetti ipomagnesimici
non stavano prendendo
farmaci magnesio-alteranti. Tutti i 32 membri con
ipomagnesemia erano nella stessa linea materna.
I padri affetti non avevano mai trasmesso il tratto ai loro discendenti (0
su 17 discendenti), mentre le madri affette hanno trasmesso il tratto ad un'alta frazione dei loro discendenti (16
su 21). Poiché questa
caratteristica ereditarietà mitocondriale era ritenuta probabile, con un valore chi
quadro di 49, e p meno del 10(-11). I membri della linea materna avevano un
marcato aumento frazionale di escrezione urinaria di magnesio (p = 0.0001); questo effetto era
più
pronunciato tra i soggetti con ipomagnesemia, stabilendo un assorbimento
compromesso di magnesio renale
come causa della ipomagnesemia nell'affine K129. Nella linea materna l'ipopotassemia dovuta ad inappropriata
perdita renale si vedeva ancora
più frequentemente,
predominantemente tra i soggetti ipomagnesimici. L'escrezione urinaria di sodio era equivalente in entrambi gruppi.
Anche l'ipertensione era segregata nella linea materna.
Trenta dei 53 adulti nella linea materna aveva
la pressione sanguigna più alta di 140/90 o erano in trattamento con
farmaco antiipertensivo, versus gli 8 dei
53 delle linee non maternali (p meno del 0.00001).
La prevalenza dell'ipertensione nella linea materna mostrava una marcata dipendenza dall'età,
crescente dal 5% nei soggetti sotto i 30 anni (1 su
20) al 44% in coloro fra i 30 ed i 50 anni (10 su 23
soggetti), ed il 95% in coloro con più di 50 anni (19 su 20
soggetti). Fra gli adulti di età fra i 18 ed i 60 anni nella linea materna aumentava
la pressione sanguigna sistolica
mediamente di 13 mm Hg e la pressione sanguigna diastolica di 5
mm Hg. Nella linea materna, 24 su 46 avevano il colesterolo totale a digiuno maggiore del 200 o erano in trattamento con
farmaci per abbassare il colesterolo,
versus 9 su 49 delle linee non maternali (p =
0.0004). La correlazione rimaneva altamente
significativa quando le analisi venivano ristrette agli
adulti di età fra i 18 ed i 60. Le analisi quantitative del colesterolo totale tra
gli adulti di età fra i 18 ed i 60 anni dopo gli aggiustamenti per età, sesso, e BMI rivelarono che
nella linea materna il colesterolo totale aumentava mediamente di 26 mg/dl. Questo aumento era attribuibile
alle elevazioni in LDL e VLDL, senza effetti sul HDL a
digiuno o sui trigliceridi. Riassumendo, su 45 adulti nella linea materna che erano
stati esaminati per tutti 3 i tratti, 38 avevano 1 o più delle ipertensione,
ipercolesterolemia, o ipomagnesemia, 26 ne avevano 2 o
più, e 7 le aveva tutte 3.
Wilson ed altri (2004) esaminarono
accuratamente i membri del gruppo affine K129 per la presenza di altri
fenotipi clinici comunemente associati con
la disfunzione mitocondriale. Nella linea materna erano aumentate le prevalenze
delle emicranie, cefalea, sordità neurosensoriale, e cardiomiopatia ipertrofica. Le misurazioni a digiuno di HDL, trigliceridi, insulina resistenza, BMI, e diabete
mellito non erano significativamente differenti fra
le 2 linee. L'immunoistochimica di una biopsia dei muscoli scheletrici da un membro della linea materna
rivelarono un aumento delle fibre rosse sfilacciate e della colorazione alla succinato deidrogenasi subsarcolemmale,
caratteristica peculiarità in individui
portatori di mutazioni mitocondriali. La microscopia elettronica dimostrava accumulo lipidico citoplasmatico, aumento
dei depositi di glicogeno, e
creste mitocondriali dismorfiche, ulteriori segni di
disfunzione mitocondriale. La spettroscopia
a risonanza magnetica nucleare (NMR) in vivo dei muscoli scheletrici
in questo paziente dimostrarono un flusso normale
del ciclo degli acidi tricarbossilici ma una produzione ridotta di adenosintrifosfato, suggerendo
un accoppiamento danneggiato di questi processi.

GENETICA MOLECOLARE
Tutti gli individui colpiti nella parentela K129 studiati
da
Wilson ed altri (2004) vennero trovati avere una transizione da timidina a citidina al nucleotide 4291
(590045.0007),
la quale si trova dentro il gene del tRNA mitocondriale per l'isoleucina. Le mutazioni vennero trovate solo nella linea materna
del K129, non appare tra le migliaia di genomi mitocondriali precedentemente
sequenziati, ed era assente tra i 170 non individui di controllo imparentati. La mutazione era omoplasmica in tutti
membri del linea materna senza riguardo al fenotipo,
con le analisi sufficientemente sensibili da identificare
l'1% di eteroplasmia. L'uridina alla posizione
immediatamente 5-prime all'anticodone del tRNA per l'isoleucina
è una delle basi più straordinariamente conservate nel mondo biologico. E' conservata in
ogni tRNA per l'isoleucina sequenziato, comprese 242 differenti specie di archeobatteri, eubatteri,
eucarioti unicellulari e
multicellulari, animali, piante,
cloroplasti, e mitocondri.

Wilson ed altri (2004) commentarono che
ogni ipomagnesemia, ipertensione, e ipercolesterolemia
mostrava approssimativamente il 50% di penetranza
tra i pazienti nella linea materna. La quasi
stocastica distribuzione di questi tratti nella linea materna e le non significanti correlazioni
tra i loro valori quantitativi nella linea materna suggerisce che queste sono indipendenti
effetti pleiotropici della mutazione mitocondriale .
Wilson ed altri (2004) conclusero che i
risultati di questo studio suggeriscono che la perdita della funzione
mitocondriale con l'età può contribuire al caratteristico aumento nella pressione sanguigna
correlato all'età ed al suo raggruppamento con
l'ipercolesterolemia nella popolazione generale.

RIFERIMENTI
- 1. Wilson, F. H.; Hariri, A.; Farhi, A.;
Zhao, H.; Petersen, K. F.; Toka, H. R.;
Nelson-Williams, C.; Raja, K. M.; Kashgarian,
M.; Shulman, G. I.; Scheinman, S. J.; Lifton, R.
P. :
- Un insieme di difetti metabolici causati
da mutazione in un tRNA mitocondriale.
Science 306: 1190-1194, 2004.
PubMed ID :
15498972
DATA DI CREAZIONE
Ada Hamosh : 1 dicembre 2004
REVISIONI
terry : 18 febbraio 2005
alopez : 1 dicembre 2004
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